NELLA GENEROSITÀ STA LA GIOIA

NELLA GENEROSITÀ STA LA GIOIA
 
D’estate, ogni martedì, c’è la messa al cimitero.
Quel mattino ho voluto essere là per tempo.
Immerso nel silenzio
camminavo lentamente lungo il viale.
Pregavo, contemplavo, pensavo al senso della vita.
 
Ho visto persone arrivare alla spicciolata
a piedi, in bicicletta, con la macchina.
Entrando, facevano il segno della croce,
con lo sguardo sembravano cercare qualcuno.
Poi si sperdevano in direzione delle tombe dei cari.
 
All’ora della messa
tutti eravamo riuniti in cappella.
Il raccoglimento era profondo.
Stavo ritto accanto all’altare.
Ho potuto vedere le lapidi inserite nella parete di fronte.
 
Vi ho letto nomi
di sacerdoti e suore defunti.
Ho rivisto alcuni volti,
pensato ai loro esempi e insegnamenti.
 
È grande il bene a noi fatto
da chi ci ha preceduto nel segno della fede.
 
Mi sono fermato su una frase:
è incisa nella pietra a caratteri indelebili,
ma prima è stata scolpita nella vita dei nostri defunti
ed è sempre nel cuore di Dio.
 
Dice:
“Nella generosità sta la gioia”.
 
Nella vita si corre
per avere di più,
per godere di più,
per contare di più.
 
Con la morte
ciò che è materia diventa polvere,
ciò che è vanità si fa ancora più vano,
ciò che è effimero scompare nel nulla.
 
Tutto passa.
Resta il bene fatto,
l’amore donato,
gli esempi testimoniati.
È la generosità, che
dà gioia al cuore,
fa amici gli uomini,
rende graditi al Signore.
 
Terminata la messa, ho ripreso la via del ritorno.
 
Mi è sorta spontanea una domanda:
“Che cosa posso fare
per chi mi passa accanto, che conosco, che ha bisogno?”.
Mi son detto:
“Donerò il mio cuore”.

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