LA FORZA DI UNA LACRIMA

LA FORZA DI UNA LACRIMA

Ognuno di noi
ha versato e versa
lacrime che sono sue:
 
piene talvolta di gioia
e di commozione,
ma più di dolore.
 
Le lacrime
scendono dagli occhi
ma sgorgano dal cuore.
 
Come perle
adornano e inteneriscono
tutto il volto.
 
Silenziose
e ancor più furtive
parlano oltre le parole.
 
Di fronte alle lacrime
nessuno
può restare indifferente.
 
Anche il prete
ha un cuore di carne
e versa le sue lacrime.
 
Quel giorno
una voce si diffuse
pesante come un macigno.
 
“Don Serafino è malato.
Gli si è annidato
dentro un rabbioso cancro”.
 
Don Serafino
sembrava una roccia:
sempre disponibile e attivo.
 
Forte di statura,
nei i suoi capelli fluenti
e con la sua barba bianca,
 
sembrava un padre
stabile e amorevole,
che non può mancare.
 
Da li a poco il suo volto,
fattosi scarno, confermava
la diagnosi medica.
 
In noi, confratelli,
ordinati nel 1962,
si fece esigente il richiamo
 
dell’ amicizia
maturata in seminario
e cresciuta nel ministero.
 
Ci ritrovammo tutti
e con lui celebrammo
il Sacrificio di Cristo.
 
Il pranzo fu una festa,
ma nei cuori, soffocato,
c’era il nefasto presagio.
 
Al congedo, dopo i saluti
forzatamente gioiosi,
ognuno salì in macchina.
 
Don serafino
stette ritto e solo
sul sagrato della sua chiesa.
 
Lo sguardo, fisso nel vuoto,
andava svelando il dolore
che aveva dentro.
 
Mi feci a lui vicino:
sul suo volto sofferente
scese amara una lacrima.
 
Lui mi sussurrò:
“Non sono pronto a morire.
Ho ancora tanto da fare”.
 
Quella lacrima
si fermò al mento, si fece
più gonfia e pesante,
 
cadde a mescolarsi
con la polvere secca
della sua amata terra.
 
Quella lacrima
è il seme del Vangelo
bisognoso di terreno fertile.
 
Agli amici di Don Serafino
accoglierlo con disponibilità
perché porti frutto.
 
E già si vedono:
è sempre vivo il suo ricordo
e più ancora le sue opere.
 
Don Serafino era solito dire per suscitare generosità nei volontari.
”Aiutare i poveri rende ricchi”.
Su questo motto segue
una breve elevazioni.

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