FINIAMOLA DI TACERE

FINIAMOLA DI TACERE

«Andate.
Predicate il Vangelo».
 
Le porte del Cenacolo
si spalancarono.
 
Pietro alla folla accorsa
urlò il suo credo.
 
Tutti i cuori
si sentirono trafiggere.
 
Tremila persone
chiesero il Battesimo.
 
A Pentecoste la fede
si fece vero miracolo.
 
«Andate … Predicate»
Il mandato oggi è urgente.
 
Abbiamo taciuto
abbastanza.
 
È ora di finirla
di stare sempre zitti.
 
Non si parla più di Dio;
è stato sepolto:
 
a scuola e in casa,
in noi e negli affari.
 
Torniamo a gridare
con centomila lingue.
 
Con questo silenzio
il mondo sta marcendo.
 
Non lamentiamoci
di questo nostro tempo.
 
Se lo troviamo cattivo,
do­mandiamoci:
 
«Cosa abbiamo fatto
per renderlo migliore?».
 
Siamo saliti sulla luna,
viaggiamo in internet,
 
ma la nostra vita
è sempre come un sof­fio;
 
noi uomini siamo
come il fiore del campo:
 
oggi c’è ed è bello,
poi secca e non c’è più.
 
Le nostre fragilità
infrangono le illusioni,
 
ma possono aprirci
alla vera speranza.
 
Noi abbiamo conosciuto
Gesù Cristo e in Lui Dio:
 
misericordioso e fedele,
o­vunque e con tutti.
 
Dio rende la vita
un bene da impe­gnare;
 
se la tratteniamo,
marcisce, comunque sia.
 
Dio, ospite nel cuo­re,
non lascia riposare;
 
tutto trasforma
in opportunità d’amore.
 
La fede senza amore
è una fede morta.
 
Dio non è un’astrazione,
è una persona d’amare.
 
«Se avessi la fede
da trasportare le montagne,

ma non avessi la carità
non sono nulla».
 
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