LA SETE DI DIO

LA SETE DI DIO

Un discepolo andò
dal suo maestro
e gli disse:
«Voglio trovare Dio».
 
Il maestro sorrise:
gli piacque la richiesta
convinta e determinata
di quel cuore sincero.
 
Dato il caldo afoso,
chiese al giovane
di accompagnarlo a fare
un bagno nel fiume.
 
Questi accettò;
appena fu sulla riva
si tuffò nelle acque
fino a immergersi.
 
Il maestro fece
altrettanto.
Poi lo raggiunse
e lo agguantò.
 
Lo spinse con forza
tutto sott'acqua
e lì lo trattenne
più a lungo possibile.
 
Il giovane si sentì
mancare il respiro,
si mise a sbracciare
per emergere a respirare.
 
Il maestro, appena
lo lasciò tornare a galla,
a lui tutto ansimante
con calma chiese
 
che cosa avesse
desiderato di più
mentre si trovava
costretto sott'acqua.
 
Il discepolo rispose:
«L’aria, evidentemente».
Il maestro aggiunse
con tono sicuro:
 
«Se desideri Dio
con la stessa forza
con cui desideri l’aria
non mancherai di trovalo.
 
Ma se non hai in te
questa sete ardentissima,
a nulla gioveranno
i tuoi sforzi e i tuoi libri.
 
Se non lo desideri
come l’aria che respiri,
non potrai trovare
né Dio né la sua Parola».
 
Ecco il dramma di oggi:
abbiamo soffocato
nell’indifferenza generale
il desiderio di Dio.
 
Siamo diventati
più fragili, più esposti
sulle piazze dell’effimero
e al mercato dell’idolatria;
 
Ci troviamo aggrediti
da tanti altri desideri
senza fine e senza freni
da consumare in fretta,
 
come ciliegie succose,
per poi lasciare aperto
bocca e stomaco
ad altri nuovi desideri.
 
L’oblio di Dio
è una coltre soffocante
è un inganno che nasconde
il vuoto di una Presenza.
 
Tutto è più acquisibile
ma non siamo più ricchi:
è una la palude dove affonda
la radice della nostra povertà.
 
C’è il bisogno del ritorno,
di un cuore dove attraccare:
è il cuore stesso di Dio,
origine e mèta di ogni creatura.

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