ATTORNO AL FUOCO

ATTORNO AL FUOCO
 
Era una domenica fredda di gennaio.
Claudio, uscendo dalla chiesa, mi domandò
di benedirgli la casa:
l’aveva acquistata da poco.
 
È sposato da otto anni,
ha due bambini meravigliosi.
 
La casa è sempre stata il suo sogno:
ha fatto ore straordinarie di lavoro,
si è imposto privazioni,
non ha badato a sacrifici.
 
Ora è felice.
Pensa di arredarla un po’ per volta
secondo i gusti della moglie
e le esigenze dei figli.
 
Entrando in soggiorno, si affrettò a dirmi:
“Non faccia caso se mancano i mobili:
arriveranno in seguito.
Anche il televisore è vecchio:
lo usiamo solo per i notiziari”.
 
Il vuoto nella stanza era evidente.
C’era solo il caminetto nell’angolo.
Lo osservai: stava proprio bene.
Lui aggiunse:
“E l’unico acquisto, che abbiamo fatto.
A noi riempie la casa.
La sera ci mettiamo qui attorno al fuoco
e passiamo ore meravigliose.
Guardi i miei figli come se lo godono”.
 
Erano lì:
gli occhi pieni di luce,
le guance rosse per il calore,
le mani tese al guizzare della fiamma,
attenti allo schioppettio della legna.
 
Nelle nostre case dovremmo
usare meno la televisione,
lasciar perdere i pretesti per uscire
e stare di più insieme
a parlare,
soprattutto ad ascoltare.
 
Basta accendere il fuoco del cuore,
usare come legna parole buone
per vivere momenti di serena intimità.

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