IL CORAGGIO DELLA FEDELTÀ

IL CORAGGIO DELLA FEDELTÀ
 
Mi ha parlato in clinica
al capezzale del marito morente.
Lo assisteva con premura e delicatezza,
gli asciugava il sudore della fronte,
gli inumidiva le labbra riarse,
gli teneva la mano
e con l’altra muoveva il ventaglio.
 
Lui avvertiva la freschezza
di quella presenza,
che avrebbe dovuto tenersi cara.
 
Con le lacrime agli occhi e il cuore in frantumi
mi raccontò la sua dolorosa storia familiare.
L’ha fatto con sobrietà.
 
Aveva due figlie.
Quindici anni prima
il marito le aveva lasciate
per andare con una donna più giovane.
Lei aveva sofferto, pianto e pregato.
Si era dedicata alla casa.
Aveva lottato e respinto alternative.
Era rimasta fedele al suo matrimonio.
Non le mancarono sentimenti di rancore,
ma l’amore fu più forte.
 
Il tempo era passato.
Lui aveva consumato le sue esperienze,
il suo patrimonio e la sua dignità.
Era venuta la malattia.
La sua seconda donna diceva che
non riusciva ad assisterlo,
a vederlo soffrire, stava male.
Probabilmente aveva cercato solo un “uomo per lei”,
ma lei non era mai stata una “donna per lui”.
 
L’amore non è un gioco di emozioni e di piaceri.
L’amore è dono, condivisione, sacrificio.
 
Ora accanto al letto del dolore e della morte
era tornata la vera moglie,
tradita, segnata dalla sofferenza, anche umiliata,
ma vincente per coraggio e fedeltà.
 
Molti l’hanno ammirata.
Il suo esempio va conosciuto,
perchè la gente ha bisogno di
testimoni dell’amore e della fedeltà.

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