IN CAMPAGNA

IN CAMPAGNA
 
Il figlio si è sposato.
E stato un matrimonio preparato bene,
soprattutto nel cuore.
Hanno partecipato parenti, amici
personalità del mondo rurale.
 
Il padre ha fatto un gesto di coraggio e fiducia:
ha ceduto la gestione dell’azienda.
 
Il figlio ne è capace;
è giusto che realizzi i suoi progetti,
che si senta responsabile.
 
La domenica successiva mi ha invitato a benedire
l’abitazione, la cascina, i campi.
E stato saggio.
Il salmo dice:
“Se il Signore non costruisce la casa
invano faticano i costruttori...”
 
Con gli sposini c’erano anche i genitori.
Insieme abbiamo pregato,
rievocato il passato e i sacrifici fatti,
condivisa la gioia dei frutti, che vanno maturando.
 
Il padre disse:
“A sta èn campagna, s’ampara a ardà èn ciél:
a stare in campagna si impara a guardare il cielo”.
 
Il contadino prepara il terreno, semina, irriga,
e... attende.
Piogge, vento, sole
capitano senza che li ordini e li controlli.
Siccità, tempesta, e altri disastri
possono distruggere in breve il raccolto dell’annata.
Le messi biondeggianti, il verde dei prati,
la varietà dei fiori, l’abbondanza dei frutti
vengono sì dalla terra e dal lavoro,
ma soprattutto sono doni che vengono dall’alto.
 
Il contadino
scruta i segni del cielo e della natura.
Sa che
oltre le nubi e l’immensità dei campi
c’è il Signore.
Sente
il fascino della sua presenza misteriosa,
il bisogno di Lui per respirare e vivere.
Spontanea gli viene la preghiera:
“Tu, o Dio,
crei e santifichi sempre,
fai vivere,
benedici
e doni al mondo
ogni bene”.

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