UNA LAVANDA DEI PIEDI

UNA LAVANDA DEI PIEDI
 
Il Natale era passato.
La Comunità Parrocchiale si preparava
alla Festa della Sacra Famiglia.
 
Alla Messa dei ragazzi
sarebbero stati presenti anche i genitori:
l’uno accanto all’altro
per rinnovare gli impegni matrimoniali.
 
Pensai di visitare
le coppie più anziane del paese.
 
Giunsi alla casa dei nonni Giovanni e Maria,
in fondo alla strada
dove incominciano i campi coltivati.
 
La porta d’ingresso era antica
quanto il loro matrimonio: 61 anni.
 
Non c’era il campanello;
bussai, ribussai più forte.
Spinsi la porta e gridai:
“C’è qualcuno? Posso entrare?”
 
L’unica lampada era spenta,
le pareti annerite dal fumo.
Il fuoco mandava i suoi bagliori
a diradare la penombra.
Bastarono per farmi gustare una scena edificante.
 
Visto il parroco,
Giovanni provò disagio.
Disse:
“Scusi, se ci trova così”.
Stava accovacciato davanti alla moglie,
malferma più di lui,
seduta sulla sedia.
Sotto i piedi di lei aveva messo
il catino con acqua tiepida
e glieli andava pulendo.
Maria aggiunse a quelle di Giovanni
le sue scuse.
Insieme mi dissero:
“Se non ci aiutiamo l’un l’altro,
nella vita non andiamo avanti”.
Prezioso è l’insegnamento di Gesù:
“Colui che vorrà essere il primo tra voi,
si farà vostro schiavo”.

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