CONSUMMATUM EST

CONSUMMATUM EST

Gesù, ti contemplo crocifisso
e sento il fascino
della tua promessa:
“Elevato da terra
attirerò tutti a me”.
 
In croce
non hai tenuto niente
per te:
né un lembo di veste,
né un goccia di sangue,
né la madre.
 
Spogliato.
Nudo.
Inchiodato.
Sospeso.
Trafitto.
Incoronato di spine.
 
Mangiato
dalle ferite,
dalla sete,
dall'abbandono,
dagli improperi,
dalla morte.
 
Le tue mani
forate
e vuote
sono tese verso l'alto
per attingere solo
alle sorgenti divine.
 
Il tuo volto esanime
e chino a terra
è segnato
da tutte le miserie
dell'umanità.
 
In te non c'è più
figura d'uomo.
“Consummatum est”.
Sei
l'offerta piena.
 
Tutto hai dato.
Gli uomini
non t'hanno creduto,
ti hanno
squarciato il petto
e spaccato il cuore.
 
Ne sono uscite
poche gocce
di sangue
e di acqua.
Poi più niente.
“Consummatum est”.
 
Anche noi
quando non abbiamo
più niente
per aver dato tutto,
diventiamo capaci
di doni veri.
 
Dono vero
non è qualcosa,
è il proprio essere
che si spande
come profumo soave
nella vita.
 
Consumarsi
è amore pieno
perché dove finisce
il proprio io
li incomincia il Paradiso.

Scarica la Briciola...